Sanità come diritto assoluto non come optional

Dagli ultimi aggiornamenti dell’IPS Indice di Performance Sanitaria, sviluppato dall’Istituto Demoskopika, non possiamo non parlare di un argomento così importante e caro a tutti come la Sanità.

Secondo le analisi emerse, circa tredici milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per motivi economici, per le lunghe liste di attesa e per un sistema sanitario inefficiente.

Dati confermati anche dal tasso di mortalità che nello scorso anno ha equiparato un totale di decessi simile ad un giorno durante la prima guerra mondiale e ad un giorno della seconda guerra mondiale.

Decessi simili, quindi, a dati registrati nei tempi di guerra in un periodo storico privo di guerra.

Notizie alquanto sconcertanti, ma allora la Sanità è un diritto o un optional?

La nostra Costituzione parla chiaro,

L’art. 32, comma 1, della Costituzione stabilisce che «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti».

Allora come mai questo “comandamento” del governo italiano non sembra essere rispettato in primis dalla classe governante stessa, la quale non sembra capace di adempiere a tutelare la salute ai suoi cittadini.

Ambulatori pieni e lunghe liste d’attesa angosciano i pazienti che cercano disperatamente di iniziare una cura o far chiarezza e rivolvere il proprio problema.

Eppure per evitare lunghe liste d’attesa, basti rivolgersi anche per mani dello stesso dottore ad uno studio a pagamento.

Con ciò, sembrerebbe essere arrivati ad una Sanità privata per mani di quella pubblica.

Non tutti sanno però che se un’azienda sanitaria ha superato i tetti della normativa e non ci sono strutture alternative, il cittadino ha infatti il diritto di accedere a una prestazione intramoenia pagando l’equivalente del ticket, senza alcuna maggiorazione, diritto poco conosciuto e del quale viene data poca informazione presso gli sportelli delle Asl.

Certo è che tutto ciò grava sul cittadino malato, il quale è divenuto solo un numero tra i tanti in cerca di speranza e in attesa di un mondo più sensibile a quelle che dovrebbero essere considerate le priorità assolute dell’umanità.

A questo punto ci domandiamo, dovremo fare come in America, che i cittadini devono avere un’assicurazione per pagarsi le cure…?

Noi de Il Loto, siamo per la maggior parte volontari sempre pronti a soccorrere lì dove la sofferenza implora aiuto e proprio per la nostra natura, l’uomo e la sua salute sono uno dei punti più importanti su cui lo Stato deve intervenire, garantendo sostentamento, aiuto, solidarietà e sicurezza.

Barbara Zibellini