Porcellum, Mattarellum e spianatoia; ovvero “il pasticciaccio elettorale”

Porcellum, Mattarellum e Spianatoia; ovvero “il pasticciaccio elettorale”

Da qualche tempo circola su Facebook un’immagine satirica che dipinge il modo in cui si affrontano e risolvono i problemi in vari paesi. Dai tedeschi che giungono direttamente alla soluzione, passando per gli spagnoli che ci dormono sopra, si arriva agli italiani, che dopo vari ragionamenti moltiplicano il problema per cento.
Pare che lo stesso sia accaduto con la legge elettorale attualmente in vigore, alias Porcellum, come l’ha battezzata con un più o meno felice latinismo il politologo Giovanni Sartori a partire dall’aggettivazione che le ha dedicato il suo stesso padre, l’ex ministro Calderoli.

La prima riforma elettorale degna di nota risale al 1993, anno in cui si decise di intraprendere un percorso istituzionale che traghettasse il Paese verso una maggiore governabilità. Tradotto in termini elettorali, questa governabilità veniva intravista nella divisione degli schieramenti politici in due grandi blocchi in opposizione.

Fino a quel momento in Italia vigeva un sistema proporzionale puro, ovvero il Parlamento rappresentava fedelmente la variegata composizione dell’elettorato, dando spazio a partiti grandi e piccoli che dovevano trovare un accordo di governo a posteriori, processo sempre laborioso e non privo di grandi compromessi e fragilità.

L’esempio di altri paesi come gli Stati Uniti e l’Inghilterra, caratterizzati da una stabilirà proverbiale dovuta alla compattezza di due soli schieramenti in contrapposizione, aveva fatto sperare in una possibilità simile anche per l’Italia.

Ma noi siamo diversi e, in aderenza con l’illustrazione satirica di cui vi ho parlato in apertura, la soluzione del problema ha finito per complicarlo a tal punto da renderlo addirittura incostituzionale. Tra le storture della legge elettorale attualmente in vigore, una su tutte chiede con prepotenza una revisione: la possibilità che l’elettore possa dare preferenza a un candidato di sua scelta.

Non possiamo immaginare quale sarà l’assetto della nuova legge elettorale che è diventata improvvisamente un’urgenza senza possibilità di deroga. Si guardano i modelli degli altri paesi per trarne ispirazione, cercando la soluzione migliore per il nostro Paese, che ha però un’identità tutta sua che richiederà sicuramente adattamenti e modifiche.
Sulla storia della Legge Elettorale e i suoi sviluppi, personalmente ho due osservazioni di carattere diverso. La prima riguarda gli otto anni di governi illegittimi dall’entrata in vigore del Porcellum ad oggi, che nessuno ci restituirà. La seconda è invece una nota di fiducia nelle istituzioni, poiché la sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum chiude una vicenda aperta tempo fa da un gruppo di privati cittadini, rappresentati dall’avvocato Aldo Bozzi, che presentò ricorso alla Cassazione e non si arrese nella sua battaglia per la giustizia.
Ancora una volta, la nostra preziosa Costituzione, ci salva. Meglio lasciarla così com’e.