La Sanità è ancora una priorità?

“I principi giuridici, prima di essere giuridici sono morali. Quando in una nazione non vi è moralità e i valori umani vengono spinti ogni giorno verso la deriva, allora è inevitabile il fallimento di una nazione.”

Tratto dal Libro “Il Destino di una Nazione” di Luigi Ferrante

Cari amici Lettori,

ogni giorno i nostri occhi e orecchie sembrano “volutamente “catturati da temi che ci portano lontano dal diritto di essere un cittadino ascoltato, supportato, creduto, rispettato.

I bisogni del potere sono sempre più al centro di ogni dibattito, di ogni notizia, nessuno più parla al cittadino e chiede al Cittadino: cosa ti serve?

Mai fu fatta una campagna elettorale con questa domanda…!

Ed ecco che ogni riflessione è utile, per capire che si è creata una “distanza” tra il popolo e la casta del potere, tra chi porta i bisogni e chi deve ascoltarli.

E a proposito di Sanità cosa sta accadendo al nostro Paese?

Basta leggere note dell’ultimo rapporto Sanità per fare una riflessione insieme…

“CITAZ: dal 14° Rapporto Sanità del C.R.E.A. Sanità 2018

(…) La riflessione sugli avvenimenti del 2018, focalizzata sulla ricerca della reale “cifra” delle politiche sanitarie, sembra potersi sintetizzare nell’affermazione di una persistente assenza di un chiaro disegno evolutivo del nostro SSN, confermando il dubbio, implicitamente sotteso nel sottotitolo del Rapporto Sanità 2017, il quale recitava Il cambiamento della Sanità in Italia fra Transizione e Deriva del sistema”.

L’anno 2108 è trascorso fra le celebrazioni di rito per il 40° compleanno del SSN, con qualche maggiore attenzione su temi specifici, quali quello delle professioni sanitarie e quello delle liste di attesa. Evidentemente problematiche serie che richiedono attenzione, ma rimane la sensazione che la Sanità continui a rimanere fuori dalle priorità dei Governi che, intanto, si succedono alla guida del Paese. Questa percezione assume concretezza con la conferma del finanziamento già previsto per il SSN: una scelta che non dà seguito alle promesse elettorali di un (ri) finanziamento della Sanità pubblica e non determina alcuna soluzione di continuità con il passato. Il segnale che la Sanità non sia una priorità è evidente …(..)

Il contenimento del finanziamento pubblico del SSN, a fronte di politiche di austerità tese prioritariamente a ridurre il debito pubblico…. Se ne può solo desumere, e non è in effetti una novità, che il settore sanitario non sia considerato un enzima di sviluppo…

Il tema della Sanità è sempre accoppiato a quello del diritto alla Salute: connubio certamente condivisibile, ma pensare che la questione della Sanità sia solo una questione di diritti di cittadinanza è del tutto miope: si trascura così l’evidenza che dimostra come, invece, la Sanità sia (fra l’altro) anche un ganglio fondamentale della economia del Paese.

Nel 13° capitolo, il Rapporto ospita una sintesi dello studio elaborato dall’Area Politiche Regionali e della Coesione Territoriale di Confindustria, il quale inequivocabilmente dimostra l’importanza economica della “filiera della Salute”, stimando che, al lordo dell’indotto, rappresenta il 10,7% del Prodotto Interno Lordo (PIL) ed il 10,0% dell’occupazione nazionale, confermandosi essere saldamente la terza industria del Paese, seconda solo a quella Alimentare ed Edile.

(…) Se si accetta che la Sanità è sinora rimasta fuori dalle priorità pubbliche, è allora doveroso fare un passo avanti nell’analisi, chiedendosi se tale scelta abbia una valida giustificazione(..).

..la spesa italiana è ormai arrivata ad essere inferiore a quella dei Paesi dell’EU-Ante 1995 del 31,3% (il gap è raddoppiato rispetto al 2000 e sarebbe maggiore se non ci fossero state la crisi della Grecia e la Brexit), tenendo altresì conto che il gap è ridotto dalla crescita della spesa privata, perché per la spesa pubblica è addirittura del 36,8%; ed, infine, anche usando il valore in parità di potere di acquisto (scelta, peraltro, significativamente discutibile), si conferma che sfiora il 25,0% (…) 2) non solo i livelli di spesa italiani sono storicamente inferiori a quelli degli altri Paesi EU, ma anche i tassi di crescita sono più contenuti (..) le Regioni ritenute generalmente più inefficienti, in ogni caso, sono quelle che spendono meno. (…)

 © C.R.E.A. Sanità I fenomeni descritti derivano da un continuo incremento delle famiglie che sostengono spese sanitarie privatamente, il cui numero è cresciuto di 2 punti percentuali nell’ultimo anno, raggiungendo così il 79,0%. (…)

Quindi, malgrado la promessa di una protezione Universale e Globale, i cittadini italiani contribuiscono privatamente alla spesa sanitaria in media quanto quelli degli altri Paesi EU-Ante 1995. Questa ultima osservazione evidenzia un altro misunderstanding: lo sviluppo del secondo pilastro di welfare in Sanità (…)

Di più, la spesa privata è responsabile del 90,0% dei differenziali di spesa sanitaria delle Regioni Non c’è un modo automatico per aumentare le risorse complessivamente destinate alla Sanità (…).

Peraltro, è certo che l’assenza di una visione strategica del sistema (complessivo) della Salute, nel quale si possono definire diversi livelli di tutela, comporta già oggi duplicazioni della spesa: e questo è chiaramente inefficiente; in secondo luogo, è altrettanto evidente che le mission dei due pilastri sono diverse, e quella della Sanità complementare è più orientata a criteri di equità verticale. …Il disegno della Legge n. 833/1978 prevedeva un accesso basato di fatto sull’uguaglianza, estremo limite dell’equità orizzontale, con una scarsa attenzione alla declinazione dell’equità verticale.

Ovviamente è del tutto evidente che l’uguaglianza, oltre ad essere valore discutibile, (…), è un altro capitolo del “libro dei sogni”: solo regimi fortemente illiberali impediscono a chi può permetterselo di curarsi dove e come vuole… (…)”

Noi de Il Loto pensiamo che non sia accettabile una politica sanitaria che non tenga conto dei valori umani di verità, rettitudine, pace, amore e non violenza, in quanto solo attraverso di essi l’humus della matrice giuridica può assumere la forma dei diritti umani,

solo cosi la politica è a servizio del cittadino,

solo cosi la salute è intesa come diritto alla felicità di ogni persona.

Per ripartire la Sanità deve preoccuparsi di garantire una “prevenzione” che faccia della nuova politica sanitaria un percorso di salute dai 0 anni all’età adulta dei nostri figli, per il miglior investimento del giovane capitale umano, per il benessere del Nostro Amato Paese.

Aiutare le famiglie italiane significa garantire un accompagnamento dei loro bambini all’età adulta dalla scuola all’INCLUSIONE socio-lavorativa, con le pari opportunità per tutti i giovani adulti anche quelli “speciali”.

“Serve il potere solo quando si vuole fare qualcosa di dannoso, altrimenti l’Amore è sufficiente per fare tutto il resto” Charlie Chaplin

 Il Loto vuole ripartire da una politica di uomini innamorati degli esseri umani e non del denaro o del potere.

Il Movimento Politico IL LOTO

Dr.ssa Sheila FERRI