IL SILENZIO DEGLI ONESTI

Io non credo che i politici appartenenti ai partiti classici siano persone cattive … sono molto più propenso a credere che siano persone fuorviate, abituatesi a giustificare in modo graduale le sempre maggiori nefandezze che le logiche di partito e le convenienze personali li istigano a commettere.
Sono persone sostanzialmente deboli, senza una solida etica da contrapporre alle richieste che vengono loro fatte e senza un carattere abbastanza forte da non cedere alle lusinghe dei soldi e del potere. Tanti partiti nascono con sani principi e valori , pensando al benessere del paese e del suo popolo ma poi, purtroppo, questi valori si perdono strada facendo e questi partiti iniziano a parlare tutti con lo stesso linguaggio, il linguaggio del potere e dell’avidità.

Per questo non mi sento di far loro una colpa … che colpa si potrebbe mai fare a una persona nata debole, cresciuta evidentemente da genitori che non sono stati capaci di migliorarne il carattere e che approfitta delle occasioni che il sistema corrotto del nostro paese riserva a quelli come loro?
Fare queste considerazioni, per me, é stato non poco liberatorio. Perché mi hanno consentito di disintossicarmi dall’odio che provavo nei loro confronti e di guardarli per quello che realmente sono …. persone sostanzialmente povere che nella propria vita, per legge di attrazione, saranno circondate soprattutto da persone come loro.
Non sento, quindi, di aver nulla da invidiargli e verso di loro, l’odio che provavo, ha lasciato ora il posto a un sentimento che è un misto di pena e di pietà.

Un’altra considerazione che mi sento di fare è che, osservandoli, penso se ne possa ricevere un importante insegnamento sulla debolezza umana. Perché, in qualche modo, quelle debolezze che vedo in loro so che sono presenti pure in me.
I soldi e il potere, il proprio potere d’attrazione, lo esercitano su tutti. Forse qualcuno in misura minore, qualcun altro in misura maggiore a seconda degli interessi che contraddistinguono le differenti vite che ognuno di noi vive.
Ma comunque sono due forze che esistono e che esercitano sempre la propria forza nei confronti dell’animo umano.
Per questo non penso di essere migliore di loro … mi sento migliore di loro, ma sentire ed essere sono due cose differenti. Questo mi ha portato a considerare che l’unica cosa che potrà realmente rendermi differente da loro, come uomo e come persona, sarà di fare scelte e azioni migliori delle loro.
E penso anche che questi due aspetti, le scelte e le azioni, siano forse gli unici aspetti in grado di creare una gerarchia nell’umanità, differenziando le persone e separando, senza torto, i migliori dai peggiori.

Un’ultima considerazione … non sempre c’è bisogno di indossare una casacca di un partito per esprimere opinioni e fare ordine in questa società.
Non sempre è colpa degli altri se le cose nel nostro paese non vanno bene … se esistono povertà, disoccupazione, giustizia non sempre al pari passo con la legge, forse, è solo perché non si ha il coraggio di scegliere o perché si preferisce tacere invece di far sentire la propria voce.
A questo punto mi preme fare due citazioni di due grandi personaggi del passato che hanno in comune tante cose ma in particolare quella di aver dato la vita per ciò in cui credevano … la prima di Martin Luther King che affermava “Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti”. Ho fatto questa citazione perché penso che non esista frase migliore per far comprendere che, in qualche modo, ognuno di noi ha una parte di responsabilità nelle tante cose che non vanno e che il modo migliore di iniziare è, prima di tutto, smettere di tacere di fronte alle ingiustizie.
La seconda di Mohandas k. Gandhi che affermava “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Per comprendere che il modo migliore di mettersi in gioco non parte da un uomo politico, da un liberatore o da un rivoluzionario, ma da ognuno di noi. Dal cambiamento che ognuno di noi può portare nella propria vita migliorandola così come vorremmo che migliorasse la politica.

Quindi, prima di esigere giustizia, dovremmo imparare a essere giusti.
Prima di esigere solidarietà ad essere solidali.
Prima di esigere onestà ad essere onesti.
E così via per ogni cosa che vorremmo, ma non vediamo, intorno a noi.

Pier Alfredo Pica