IL MONDO CHE VOGLIAMO

“Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi”
(M. K. Gandhi)

Un amico, un ex parlamentare del M5S, mi chiedeva “Sì, ma qual è il vostro programma politico?”

Quest’articolo è la risposta a quella domanda.

Per meglio comprendere proviamo a porci altre domande e a cercarne le risposte ….
Cos’è la società che ci circonda? Ci piace questa società? Cosa ha determinato ciò che non ci piace? Cosa vorremmo creare di nuovo per essa? Qual è l’obiettivo per il futuro nostro e delle nuove generazioni?

Quello che appare più evidente è che la società in cui viviamo altro non è se non lo sviluppo di una moltitudine di programmi politici. Il risultato del lavoro di migliaia di uomini.

Quindi migliaia di competenze, di intelligenze, di capacità …. per ottenere una società che :
– è guidata da partiti che assecondano gli interessi economici di multinazionali spesso guerrafondaie
– è contraddistinta da atti di quotidiana violenza, intolleranza e xenofobia
– proietta la popolazione, con ogni mezzo possibile, verso il consumismo e il guadagno
– mantiene i propri cittadini il più possibile nell’ignoranza sociale e culturale
– crea uomini rassegnati e inerti di fronte agli eventi che si succedono.

Alla luce di quest’analisi drammatica ma, riteniamo, veritiera, diventano chiare almeno tre cose.
La prima è che questa società, almeno a noi del Loto, non piace.
La seconda che ciò che realmente deve essere fatto, ancora non è stato fatto.
La terza che competenza, capacità, intelligenza e buoni programmi non sono sufficienti … serve altro.

Serve comprendere, magari, che non sono le capacità dell’uomo che migliorano la nostra società ma l’utilizzo che l’uomo fa delle proprie capacità. Le scelte che vengono compiute.
Perché il risultato sia buono la scelta, il fine e i mezzi utilizzati per perseguirlo devono coincidere, devono essere affini. Il percorso e l’obiettivo devono avere le stesse caratteristiche ed essere contraddistinti dagli stessi valori etici, morali, umani.

L’uomo e la nuova classe politica hanno bisogno di coerenza.

Invece ancora oggi continuano ad esistere assurdità come la guerra invocata per ottenere la pace …!

Si cambiano i termini degli slogan ma significato e risultato sono sempre quelli. Siamo solo passati dal “si vis pacem para bellum” al “esportare democrazia”….
In un modo o nell’altro, oggi come in passato, si va sempre a “bussare” in casa d’altri per cercare qualcosa che non ci appartiene.

Proprio mentre sto scrivendo ho dato uno sguardo alle ultime notizie e ho letto che gli Usa, la Francia e il Regno Unito hanno attaccato la Siria senza aspettare la risoluzione ONU.
Il pretesto è l’uso di armi chimiche ma l’ultima volta che è stato usato questo pretesto (Iraq) è stato poi dimostrato che le armi chimiche non c’erano e non erano state utilizzate.

Ormai, per fare le guerre, non si cerca nemmeno di trovare un casus belli credibile.
Cosa dà, alle nazioni occidentali, il diritto di imporsi, con ogni mezzo, sulle altre nazioni?

Vedete che questo è solo uno dei casi più eclatanti in cui viene dimostrato che il problema della politica non risiede in un programma politico errato ma in un’errata concezione della politica.
E questo concetto può essere applicato a qualsiasi azione politica.
Un emendamento che passa i soldi pubblici alle banche invece che ai correntisti danneggiati, un decreto che trasforma gli ospedali pubblici in aziende private, una legge che privatizza la gestione di un bene primario, essenziale per la sopravvivenza, come l’acqua … sono tutte azioni che sono state compiute per colpa di una politica carente di etica e di morale.

La politica che viviamo non mette al centro l’uomo ma l’interesse.
E il senso di perenne insoddisfazione che ognuno di noi vive risiede, probabilmente, anche nel fatto che, in qualche modo, siamo tutti consapevoli che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui i nostri politici “risolvono” i problemi.

Potremmo pensare, quindi, che i presupposti per una società ideale non siano di natura intellettuale/programmatica ma di natura etico/morale?
Sicuramente sì.

E allora, per tornare alla domanda del mio amico, la mia risposta è che il nostro programma politico si chiama solidarietà tra gli uomini, si chiama pace tra le nazioni, si chiama tolleranza verso il prossimo, si chiama rettitudine sociale, si chiama verità, si chiama non-violenza di parola e azione, si chiama un nuovo modo di concepire l’esistenza e la vita dell’uomo.

Provate a pensare a un mondo che viene mosso da questi valori ….

Secondo voi servirebbe davvero aggiungere altro? Servirebbero programmi politici? Servirebbero progetti?
Secondo noi no.
Perché il programma più giusto e il progetto migliore sarebbero una naturale emanazione di persone che vedono la politica non come un mezzo per far soldi o per accumulare potere, ma come un’opportunità per fare del bene, per migliorare la vita di tutti, per guarire i mali della nostra società.

E allora è per questo che, per noi del Loto, l’unico vero programma che valga la pena di perseguire è quello che rimette, senza falsità, mistificazioni e doppi fini, l’essere umano al centro delle scelte politiche, sociali ed economiche.

E rispetto a questo ogni altro interesse è secondario. Ogni altro fine è superfluo. Ogni altra possibilità porterebbe gli stessi risultati di sempre.

Questo è l’unico nostro interesse, l’unico nostro obiettivo, l’unica strada percorribile.

Questa è la nostra scelta.

Pier Alfredo Pica
IL LOTO Lazio