Il destino degli italiani

I nostri giovani hanno sempre meno certezze, anche quella del posto statale diventa un’incognita perché i tagli colpiranno anche i settori del pubblico impiego.

Spendig Review

Con la revisione della spesa pubblica, cosiddetta spending review, lo Stato taglia i propri dipendenti mandandoli a casa, come rami secchi da tagliare. Non c’è carriera, non c’è crescita economica ed ora non ci sarà nemmeno più il posto di lavoro e il servizio pubblico ne risentirà, come ne risentiranno i cittadini. Si tolgono ai giovani speranze e diritti sociali e civili.
Dopo le pensioni, l’IMU, l’articolo 18, cosa manca ancora per impoverire l’Italia?

Si vuole infuocare una guerra tra poveri, dipendenti pubblici e dipendenti privati gettando benzina laddove siamo al limite della disperazione.

I tagli agli organici della pubblica Amministrazione potrebbero arrivare a 200 mila. Anzichè tagliare le persone, costringerle al prepensionamento o alla mobilità non potevano snellire le strutture centrali di Palazzo Chigi, togliere i ministeri senza portafoglio, i vari segretari e sottosegretari, eliminare del tutto il ricorso alle consulenze esterne?

Quanti dipendenti pubblici ci sono da togliere per pagare gli stipendi dei parlamentari o per permettere i finanziamenti pubblici ai partiti?

Negli ospedali vengono ridotti a 3,7 i posti letto ogni 1.000 abitanti a fronte degli attuali 4. Si tratta di un taglio di almeno 18mila posti per i ricoveri. Tra le chiusure, il taglio ai posti letto, il risparmio sulla spesa farmaceutica e su quelle per beni e servizi. Per poco non si tagliavano anche gli ospedali oltre alle sedi distaccate dei tribunali e tra poco si rischia di non avere neppure più alcun diritto alla sanità e alla giustizia.

I tagli lineari colpiscono indiscriminatamente senza una logica che invece direbbe che bisogna tagliare laddove ci sono sprechi e denaro in eccesso.

Si è preferito togliere i fondi agli istituti della ricerca che costituiscono il futuro del Paese e sui quali bisognerebbe investire sempre di più, invece ciò aumenterà la fuga dei giovani all’estero.
Entro luglio dell’anno prossimo ci sarà un ulteriore aumento dell’IVA perché è stato solo rimandato un altro pesante colpo per l’economia italiana.

Anziché salvare il paese dalla recessione lo si butta ancora più a fondo, le entrate diminuiscono a causa della recessione, la pressione fiscale e il debito pubblico aumentano, è chiaro che siamo sulla strada sbagliata, perché non si dà ossigeno ai consumatori e alle aziende che devono investire e assumere lavoratori.

Il Loto continua a sostenere che i tagli devono essere fatti innanzitutto ai costi, agli stipendi e agli sprechi della politica, ma nessun provvedimento o referendum sembra avere la forza di imporlo.

Il Loto continua a rivendicare i diritti dei cittadini ad avere uno Stato equo che si prenda le proprie responsabilità e decida per il benessere del Paese e non per una lenta e progressiva distruzione dei diritti di tutti, giovani, anziani e fasce deboli della popolazione.

Perché non si va invece a colpire la speculazione finanziaria?

L’Italia si svuota delle aziende che fuggono all’estero nei paradisi fiscali, mentre è alle prese con la ricostruzione post- terremoto. Perché non si gettano le basi per far rimanere in Italia le aziende?

Con la riduzione del numero dei parlamentari, tagliando le indennità dei parlamentari, eliminando la diaria, le spese superflue, gli assegni vitalizi, tutte le auto blu utilizzate senza ragioni di necessità, il trattamento economico di ministri, vice ministri e sottosegretari, consiglieri segretari e manager pubblici si avrebbe un risparmio di almeno 8 miliardi.

Per luglio è prevista l’erogazione di 100 milioni come ultima rata della tornata elettorale del 2008 che ammonta ad un importo complessivo di 503 milioni di euro (per l’esattezza 503.094.380,90).

Nessuno parla dei vari referendum indetti per l’abrogazione della legge per le indennità parlamentari, i giornali non ne possono parlare perché temono di perdere i finanziamenti pubblici, così ai cittadini manca la giusta informazione sugli strumenti e le possibilità a disposizione per imporre la propria spending review alla politica!

Era l’occasione per eliminare le Province e organizzare il trasferimento del personale ad altri enti.

Se questo governo tecnico non ha avuto il coraggio di attuare una riforma incisiva ora, significa che non arriverà mai il vero cambiamento e che questo resterà solo un timido tentativo di ridurre il numero delle Province.

Quali sono stati i criteri per arrivare a questo provvedimento per la risoluzione della spesa pubblica?

Incredibile, il governo ha chiamato un tecnico esterno, un esperto di ristrutturazioni aziendali, per ristrutturare l’Italia?

Nel comunicato stampa è scritto: “la riduzione degli eccessi di spesa delle pubbliche amministrazioni, per la parte relativa ai beni e servizi, è frutto dell’analisi svolta del Commissario straordinario per la spending review, Enrico Bondi. L’analisi ha permesso di individuare un benchmark di riferimento – o indicatore di valore mediano di spesa – in base al quale stimare l’eccesso di spesa in capo alle amministrazioni”.

E’ stata cioè fatta un’analisi basata su un valore di media mettendo sullo stesso piano chi è efficiente e chi invece spreca le risorse pubbliche.
Entrambi puniti nella stessa maniera!

Sono tagli selettivi che alla fine creano danno dove i servizi pubblici sono efficienti. Sono state considerate delle categorie di spesa sulla base di consultazioni con i cittadini per conoscere sprechi ed inefficienze.

Quanti erano a conoscenza di tali consultazioni?

Lo Stato sà e deve sapere dove sono gli sprechi oppure un ente di controllo deve rimediare!

Dobbiamo ricostruire lo Stato, cambiare le logiche di intervento e le classi politiche, prima che ci venga tolto tutto.

Perché non ci facciamo restituire tutti i soldi che i partiti hanno sottratto alle casse dello Stato e ai cittadini?

Il Loto sostiene da anni la necessità di eliminare questi finanziamenti, causa di corruzione, business illeciti ed investimenti in nero nei fondi collocati nei paradisi fiscali, senza considerare gli sperperi per i vizi personali e famigliari degli esponenti dei partiti.

E’ necessario continuare a fare sentire una voce diversa, quella del vero Paese Italia!!!

Per avere più forza e difendere i diritti del cittadino , il Loto ha bisogno anche di te, contribuisci anche tu al tesseramento 2012 insieme possiamo farcela.

Luigi Ferrante
Presidente de Il Loto