CHI FA SALUTE, LO STATO O IL CITTADINO?

Cari lettori,

desidero condividere con voi un articolo scritto su una rivista sanitaria…

Citazione da  “HOMELAVOROSALUTEFORMAZIONEMETEOAPPUNTAMENTIAPICALISPECIALISERVE UN DOTTOREPOLITICA– LAVORO 14 dicembre 2018

Intramoenia, Quici (Cimo): È un risparmio ma non viene reinvestito sulle liste d’attesa, anzi.

L’intramoenia è un’attività marginale dei medici, svolta al di fuori dell’orario di lavoro, che in sette anni ha fatto guadagnare alle aziende sanitarie oltre 1 miliardo di euro. Soldi che dovevano essere destinati anche alla riduzione delle liste d’attesa. Lo hanno fatto?». Intervista al presidente della Cimo Guido Quici di Giulia Cavalcanti.

Il messaggio emerso dall’incontro dedicato all’intramoenia, organizzato dal Collegio italiano dei chirurghi, intende ribaltare l’idea secondo cui la libera professione contribuirebbe all’allungamento delle liste d’attesa. Al contrario, si tratta di «un’attività marginale a cui i medici, vista l’organizzazione dei turni e dell’orario di servizio, non possono dedicare molte ore, svolta ad ogni modo al di fuori dell’orario di lavoro, che fa guadagnare al professionista il 30% del costo sostenuto dal paziente e che indirettamente contribuisce, al contrario di quel che si pensa, alla riduzione (?) delle liste d’attesa», ha dichiarato il presidente della Cimo Guido Quici, tra i relatori intervenuti al convegno…”

Ci chiediamo ogni giorno davanti al CUP  del perché siano sempre così lunghe le liste d’attesa.

Chi vuole un sistema sanitario che funzioni così?

Ogni giorno ci scontriamo con la nostra domanda di salute ed una offerta sanitaria che non ci soddisfa, che ci fa entrare nel panico, che ci allarma in quanto il bisogno di diagnosi e cura diventa un diritto negato.

Puntualmente, ci vediamo costretti a ripiegare sulla scelta, se scelta si può chiamare, di optare per una visita in privato, cioè di chiedere allo stesso cup che ci mette in lista d’attesa, di darci il nome del medico che subito può darci la risposta e il cup ahimè puntuale in questo caso, ci risponde subito con data e nome del medico in visita intramoenia della libera professione… semplicemente  pagando un diritto sancito dalla costituzione!

Ogni giorno siamo vittime di questo perverso meccanismo burocratico amministrativo, un “imbroglio autorizzato”, che ha messo in ginocchio il patrimonio di tante famiglie, così come ha messo in ginocchio la salute di tanti cittadini che non si possono permettere le cure.

Non in ultimo ha spogliato gli operatori della salute, in particolare i medici dalla loro veste deontologicamente espressa dal giuramento di Ippocrate, facendoli vedere come mercenari della salute, come il “bancomat” dello stato.

In Italia sta nascendo quindi una nuova povertà, iatrogena, cioè indotta dallo Stato ogni qualvolta che l’assenza di risorse economiche di una persona, di una famiglia, non consente di accedere alle cure…

“…La disabilità viene intesa, infatti, come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, fattori personali e fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui egli vive. Ne consegue che ogni individuo, date le proprie condizioni di salute, può trovarsi in un ambiente con caratteristiche che possono limitare o restringere le proprie capacità funzionali e di partecipazione sociale…(oms)”.

Quindi la povertà porta al rischio “dispersione” salute,  favorendo la disabilità.

Per questo noi de il Loto crediamo in un programma sanitario che  possa garantire in primis un educazione sociale e sanitaria, rivolto ai cittadini, un percorso formativo nelle scuole che prepari il futuro cittadino dirigente o politico o amministrativo… ma anche beneficiari di salute, in quanto un’emergenza sociale può diventare emergenza sanitaria.

Pertanto noi de Il Loto non accettiamo una povertà iatrogena, non accettiamo la divisione sociale tra chi può e chi non può ricevere diritti esigibili, ma crediamo in uno stato di diritto dove il dovere istituzionale sia servizio ai cittadini italiani per erogare una sanità a beneficio di tutti senza discriminare.

Basti leggere un report di recente pubblicazione:

“ 11 dic, 2018 – XXI Rapporto PiT Salute.

Rapporto Pit Salute. Tra costi, liste d’attesa e problemi della sanità territoriale oltre un cittadino su 3 ha difficoltà di accesso al Ssn. Cittadinanzattiva: “Via superticket” Presentato oggi il XXI Rapporto curato da Cittadinanzattiva. Aceti: “L’equilibrio economico consolidato dal Ssn e le difficoltà che ci segnalano i cittadini indicano chiaramente che la traiettoria delle politiche sanitarie pubbliche deve essere quella di garantire maggiore accessibilità ai servizi, riducendo tempi di attesa e costi legati soprattutto a livelli di ticket ampiamente superiori al costo di alcune prestazioni svolte in regime privato“. Chiesta abrogazione del Superticket in Legge di Bilancio e rapida approvazione del nuovo Piano  Nazionale sulle Liste di Attesa…(…)

Sempre di più le segnalazioni di cittadini che denunciano di non poter accedere ai servizi sanitari: nel 2017 si tratta di oltre un cittadino su tre (37,3%, il 6% in più rispetto all’anno precedente) fra quelli che si sono rivolti a Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Le liste di attesa, soprattutto per esami diagnostici come mammografie, risonanze e tac, e i costi a carico dei cittadini, in particolar modo per ticket, farmaci e prestazioni in intramoenia, restano le note dolenti per curarsi nel nostro Paese…”

Noi de Il Loto crediamo nel valore della “persona” dove i valori umani  di verità, rettitudine, pace, amore e non violenza la rappresentano dalla nascita, come dice il legislatore quando parla di “progetto di vita”.

Solo attraverso l’educazione ai valori umani, crediamo si possa  comprendere il valore dell’etica istituzionale a servizio dei diritti umani, dove giustizia e salute dovrebbero nutrire chi ha la responsabilità di amministrare la salute pubblica, invece di un ingiusta sanità che ci ricatta ogni giorno costretti a pagare un nostro diritto, che noi chiamiamo i costi del cittadino, per utilizzare professioni sanitarie a pagamento in un contesto di sanità pubblica, producendo spesso emarginazione e dispersione della salute, impoverimento del cittadino e della società.

Insomma una sanità che produce disabilità è come dire una morte annunciata!

L’assunzione di responsabilità secondo noi de Il Loto è una conditio sine qua non per ripartire a testa alta davanti ai cittadini che pagano le  tasse per avere una sanità pubblica.

Parliamo di un diritto alla salute, art. 32 sancito della costituzione italiana, boicottato da assurde leggi e provvedimenti amministrativi.

Noi de Il Loto crediamo che solo i cittadini possono rinunciare a farsi ricattare e diventare portatori di giustizia nel libero arbitrio del voto.

Non possiamo accettare la regola della catena alimentare che il più grande mangia il più piccolo…

Il Loto vuole fare appello alle coscienze e riportare i cittadini italiani sotto l’unico ombrellone costituzionale dove c’è posto ancora per tutti, ma non per l’ingiustizia, e non per uomini stolti e avidi incapaci di governare un bene comune: la società, il paese che gli viene affidato da un voto.

Drssa Sheila FERRI

Il Movimento Politico Il LOTO