Cara energia, ma quanto ci chiedi?

In questi giorni di inizio anno stanno circolando notizie alquanto allarmanti per il consumatore in relazione alle nostre bollette di energia elettrica.

Già alla fine del 2017, ci avevano fatto gli auguri di buone feste anticipando l’ informazione dell’aumento del costo della luce di un 5,3%, ed è di questi giorni invece la notizia che i clienti domestici dovranno pagare gli insoluti che le aziende fornitrici di energia non sono in grado di incassare, dai cosiddetti utenti morosi.

Notizie vere per il risultato finale al consumatore, ma credo che sia il caso anche sapere la verità di cosa c’è dietro.

Partiamo dall’aumento del 5,3% dell’energia, che arriva con un comunicato dell’Autorità Garante per l’Energia del 29/12/2017, dove ci informano che a causa di una “decisa crescita dei prezzi all’ingrosso nell’ultimo trimestre” (per esempio dovuto alla indisponibilità degli impianti nucleari francesi) sarà necessario aumentare il costo dell’energia elettrica. Ma quello che i mezzi di informazione si sono dimenticati di dirci è che più che l’aumento del costo della materia prima, sono aumentati gli oneri generali di sistema, e questo è dovuto alla Legge europea 20 novembre 2017 n. 167, che rafforza le agevolazioni per le industrie manifatturiere energivore previste dal Governo. Quest’ultimo ha distribuito la maggior raccolta necessaria a finanziare le agevolazioni prevalentemente sui clienti domestici, il 30% verrà fatto gravare sui consumi inferiori ai 1800 kWh/anno, il restante 70% sui consumi superiori a tale soglia.

Se il consumatore per curiosità andasse a vedere le tabelle dell’andamento dei prezzi del costo della materia prima, noterebbe che tutti gli anni nel periodo invernale questo aumenta, così come aumenta nel mese estivo molto caldo, dove c’è un alto utilizzo dei condizionatori d’aria.

Per cui nulla di diverso è accaduto, a maggior richiesta corrisponde aumento del prezzo. Una piccola curiosità su cosa sono gli oneri di sistema.

Questi incidono per il 19,65 % della bolletta e finanziano: messa in sicurezza del nucleare, incentivi alle fonti rinnovabili, promozione dell’efficienza energetica, agevolazioni per rete ferroviaria, sostegno alla ricerca, agevolazioni agli energivori e oneri per il bonus elettrico.

Invece per quanto riguarda la notizia della morosità per la parte degli oneri generali di sistema, è ancora in corso la discussione per una decisione finale, ma intanto la deliberazione del 01/02/2018 n. 50/2018/R/EEL, ha stabilito che è in capo al venditore ( cioè la società che ci manda la fattura/bolletta ) l’impegno al recupero degli insoluti, tramite gli appositi strumenti previsti dalle norme amministrative (es. recupero crediti ), ma prospettano una voce in bolletta per far confluire in un fondo di compensazione alimentato da un corrispettivo specifico da applicare ai clienti finali a copertura dei debiti non esigibili dal venditore diligente che ha cercato in tutti i modi di recuperare il credito.

Dall’ultimo documento ufficiale di ARERA (Autorità), risulta che su una morosità complessiva di 6 mld di euro solo 1,4 sono addebitabili ai consumatori domestici, i restanti 4,6 mld si riferiscono a utenti di altri usi e media tensione (pubbliche amministrazioni e partite iva). Infatti il furbetto domestico che passa da una società all’altra, pensando di lasciare senza pagare, non sa che esiste il CMOR (corrispettivo di morosità), e il debito passa nella bolletta del nuovo fornitore che è tenuto a richiederlo per poi passare l’importo al vecchio fornitore a cui spetta.

Il consumatore si può e deve difendersi dai soprusi di un sistema economico dove pare ormai diventata regola fissa quello di socializzare i debiti e di privatizzare i profitti. Ma lo si può fare solo se ci sono informazioni corrette e volontà di impegnarsi a richiedere il cambiamento dello stato delle cose. Dal momento che c’è una evidente violazione del codice del consumo, si può pensare ad una azione di classe. I diritti omogenei dei consumatori e degli utenti sono tutelabili mediante mandato ad associazioni o comitati ed essendo l’autorità garante ARERA formalmente indipendente, le cui risorse per il proprio funzionamento non provengono dal bilancio dello Stato ma da un contributo sui ricavi degli operatori regolati, si può pensare a un ricorso al TAR Lombardia, come indicata dalla stessa ARERA sul proprio portale. Altrimenti…avanti con le fake news.

Il Loto è a favore di un sistema corretto, dove è il cittadino che decide con il proprio impegno a creare il cambiamento che vuole vedere nel mondo.

Maria Iuorio